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Itàlia: amor o odi? Dijous 5 Juliol 2007

Posted by Bris in Opinió, Viatges.
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Onze mesos a Noruega i onze mesos a Itàlia. La cosa va d’onzes, per sort o per desgràcia no són setzes ;) , així que, vist que marxo d’aquí quinze dies i toca una mica de comiat, intentaré escriure unes quantes coses que m’emportaré segur d’aquí. És com la meva manera de dir adéu o fins aviat, qui sap, a Itàlia.

Sento una espècie d’amor i odi pels italians/es, elles perquè no van ni a comprar el pa sense tacons i maquillades, ells perquè són tan dolços i alhora tan “xulopiscines” i prepotents (sobre tot amb un volant entre mans) però amables fins al punt de convidar sempre (i quan dic sempre és sempre) a la gent que no coneixen, especialment a cafè. I què dir del cafè, la seva “pausa caffè” multiplicada per quatre al dia com a mínim, no podré beure mai més aquell “aiguatxirri” que ens serveixen a nosaltres. Ara, pel que fa al cafè, el millor és quan el demanen. Nosaltres diem: “un tallat”, “un cafè amb llet”, o simplement “un cafè” i prou; ells en canvi diuen: “un caffè lungo macchiato caldo in tazza grande”, “un caffè corto al vetro”, “un latte macchiato non troppo caldo”, o “un cappuccino con molta schiuma e senza cacao”. Cadascú diu la seva i els cambrers han desenvolupat un poder estrany per no oblidar-se’n cap. Tot i no ser la més “cafetera” potser trobaré a faltar el cafè tant com la pasta. I parlant de pasta, un dia se’m va acudir preguntar:

  • Quants cops mengeu pasta a la setmana?, i vaig rebre un:
  • A la setmana??? AL DIA! Sinó que menges per dinar? :D

Però he de dir que la pasta la fan com ningú, que la trobaré a faltar segur i que he après que hi ha pasta i pasta, que no tot són macarrons o espaguetis, sinó spaghetti, tagliatelle, penne, tortiglioni, mezzi rigatoni, fusilli, farfalle, conchiglie… i així un llarg etcètera. Només cal entrar en un supermercat italià per adonar-se’n. Crec que si el cafè o la pasta tinguessin a veure amb el canvi climàtic mourien el món per arreglar-ho. ;)

Canviant una mica de tema que se’m fa la boca aigua, els italians tenen dos déus: Déu… i Zapatero, perquè sí, l’estimen més que nosaltres, el volen com el plat de pasta de cada dia i ens envegen, ens veuen com un estat avançat i Barcelona no diguem, enamorats perduts! En fi, que no n’hi ha per tant crec però sí que estem millor… o no? A vegades ho dubto. Aquí es queixen sobre tot dels polítics (qui no ho faria) i sento dir sovint que no hi ha diners i bla bla bla. Però ves per on tots tenen “cotxarros” i totes van amb un bon grapat d’euros en marques de roba, per no parlar de les sabates. Curiós…

A part d’això destacaria un masclisme generalitzat, malauradament entre les dones també, moltes de les quals accepten feliçment “el marit treballa i la dona a casa”. Diria també que tenen una estranya relació noi-noia, on elles s’ho tenen cregudíssim (siguin maques o lletges) i ells es desesperen darrera, com més tiren la canya ells, més es fan demanar elles i així quan un ve l’altra va. No em sabria posar de banda de cap dels dos extrems, només espero que em confirmeu que nosaltres no tenim aquest problema sisplau.

Per no parlar del Vaticà, que em permetria a dir que és la mà que mou les titelles, siguin polítics, siguin els iaios que tot i no arribar a final de mes gràcies a les baixes pensions que reben, segueixen donant una part dels diners als pobres (ejem) de l’església. I els joves tampoc se salven, és l’únic lloc on he vist comunistes catòlics. Un dels misteris per mi. Està clar que tothom és lliure de fer i pensar el que vulgui, però curiosament l’església no em semblaria el millor exemple de llibertat.

En fi, no entraré en polèmiques ideològiques que m’altero, així que canviaré a un altre tema que no em calma precisament, potser m’altera més i tot: els mòbils. Avui mateix he sentit que hi ha 109 mòbils per cada 100 italians. I si es pensa que Itàlia és el país amb més iaies d’aquelles que donen diners a l’església com deia abans, o sigui parlant clar, sense mòbil, feu-vos una idea. Visca! Veieu, és un dels altres motius pels que penso “vols dir que no hi ha diners?”.

Podria seguir parlant i parlant, però de totes maneres penso que el millor de tot això és poder arribar a descriure’ls així, sigui bé o malament, per mi l’important és veure que conec una altra cultura, molt semblant a la nostra en molts aspectes, que m’ha ensenyat un munt de coses i de la que m’allunyaré amb un somriure d’enyorança i un fins avat.

Arrivederci Italia

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Innanzitutto, visto che qualcuno di voi mi ha chiesto come mai non avessi un blog in italiano ho deciso di tradurre ogni tanto quello che scrivo, così faccio partecipi anche voi.

Undici mesi in Norvegia ed undici in Italia. Visto che me ne vado tra una decina di giorni ed è arrivato il momento dei saluti, volevo provare a scrivere un po’ di cose che mi porterò dall’Italia. È il mio piccolo modo di dire addio o a presto, chi sa, all’Italia.

Sento una specie di amore-odio verso gli italiani/e, le donne perché non vanno nemmeno a comprare il pane senza i tacchi ed il trucco, gli uomini perché sono così dolci e allo stesso tempo così fighettini e prepotenti (soprattutto con un volante tra le mani), ma gentili fino al punto di offrire sempre (e quando dico sempre è sempre) alle persone che non conoscono, specialmente il caffè. E che dire del caffè, la vostra “pausa caffè” quattro volte al giorno come minimo, non potrò più bere quel “aiguatxirri” (credo si traduca come “il bibitone”) che ci servono nei nostri bar. Ma per quanto riguarda il caffè, il meglio è quando lo chiedete. Noi diciamo: “un tallat” (caffè macchiato), “un capucino” (non sapiamo cosa siano le doppie ;) ), o semplicemente “un caffè” e basta; voi invece dite: “un caffè lungo macchiato caldo in tazza grande”, “un caffè corto al vetro”, “un latte macchiato non troppo caldo” o “un cappuccino con molta schiuma e senza cacao”. Ognuno dice la sua e poi i camerieri hanno sviluppato uno strano potere per ricordarsele tutte. Anche se non sono una grande amante del caffè forse mi mancherà tanto come la pasta. E parlando di pasta, ricordo che un giorno chiesi:

  • Quante volte a settimana mangiate la pasta?, e la risposta fu:
  • A settimana??? AL GIORNO! Altrimenti che mangi a pranzo? :D

Ma devo dire che la pasta la cucinate come nessuno, che mi mancherà tantissimo e che ho imparato che ci sta pasta e pasta, che non tutto sono “macarrons” o “espaguetis” (non si può guardare scritto così), sennò spaghetti, tagliatelle, penne, tortiglioni, mezzi rigatoni, fusilli, farfalle, conchiglie… e così via. Bisogna solo entrare in un supermercato italiano per rendersene conto. Penso che se il caffè o la pasta avessero a che fare con il cambiamento climatico l’Italia diventerebbe il paese più all’avanguardia del mondo. ;)

Cambiando discorso, che mi viene l’acquolina in bocca, voi italiani avete quasi due dei: Dio… e Zapatero, perché sì, lo amate più di noi, ce lo invidiate, ci vedete come uno stato che sta avanti e di Barcellona non ne parliamo, innamorati persi! Mah… a me sembra un po’ esagerato ma sì che noi stiamo meglio… o no? A volte mi viene il dubbio. Qua vi lamentate soprattutto di politica (chi non lo farebbe) e sento dire spesso che non ci sono i soldi e bla bla bla. Ma guarda caso tutti hanno il “macchinone” e tutte indossano centinaia di euro in vestiti, per non parlare delle scarpe. Curioso…

A parte questo, penso di aver visto un po’ di maschilismo generalizzato, purtroppo anche tra le donne, le quali accettano felicemente “il marito lavora e la donna in casa”. Direi anche che c’è un rapporto strano ragazzo-ragazza, dove le ragazze se la tirano (siano belle o brutte) ed i ragazzi si disperano dietro, più gli uni ci provano, più le altre se la tirano e così quando uno va, l’altra torna. Non saprei dire chi ha la colpa o dove è iniziato questo circolo vizioso, spero solo di non essere l’unica a pensare che da me non sia così.

Per non parlare del Vaticano, che mi permetterei di dire che è chi muove veramente i fili delle marionette, siano queste i politici o gli anziani, che nonostante abbiano problemi ad arrivare alla fine del mese per le pensioni basse che ricevono, continuano a dare parte di questi soldi ai poveri (ehem) della chiesa. Nemmeno i giovani si salvano, è l’unico posto dove ho visto comunisti cattolici, un mistero per me. È chiaro che ognuno di noi è libero di fare e dire quello che vuole, ma curiosamente la chiesa non mi sembrerebbe l’esempio migliore di libertà.

Comunque, non vorrei entrare in polemiche ideologiche visto che mi fanno agitare, quindi passerò a trattare un altro tema un po’ più leggero, anche se mi fa rimanere perplessa: i cellulari. Oggi ho sentito che ci sono 109 cellulari per ogni 100 italiani. Mah… e se si pensa che l’Italia è il paese con più vecchietti, di quelli che appunto danno i soldi alla chiesa, e quindi non hanno cellulare, figuratevi. Bravi! Questo è un altro motivo per cui penso “ma siete sicuri che non ci siano i soldi?”.

Potrei continuare a parlare (mi rimangono discorsi in mente come la TV o il delizioso gelato) ma penso che il meglio sia riuscire a descrivervi così, nel bene e nel male, per me l’importante è vedere che vi conosco un po’ e che siete un’altra cultura per molti aspetti molto simile alla mia, che mi ha insegnato tante cose e dalla quale mi allontanerò a malincuore e con un “a presto”.

Arrivederci Italia

P.S. spero che nessuno si sia offeso ;)

Comentaris»

1. SeReNa!! - Dilluns 9 Juliol 2007

Sai scrivere in italiano molto meglio di molti italiani..
COMPLIMENTI CRIS!!! :)

Sai che anche io ho verso l’Italia una sorta di amore-odio?!
é inevitabile..troppe cose belle..troppe sbagliate..troppe contraddizioni animano il nostro bel paese!!!

Torna presto Cris, ormai l’Italia ti ha adottata!!

Un bacione

2. Alessandro - Dimarts 10 Juliol 2007

Per ser més exactes, aquí a Itàlia fins i tot una noia que sigui un “cardo” pot ser que s’ho tingui cregut. Per la resta l’has clavat, és més, per algunes coses has dit massa poc… ;)

Per essere precisi, qui in Italia pure il piú cesso delle ragazze è capace di “tirarsela”. Per il resto hai centrato in pieno, anzi, per certe cose ci sei andata fin troppo leggera… ;)

Un bilbeggio

3. Sarah (cazzo) - Dimarts 10 Juliol 2007

tu hai capito tutto…

4. Graziano - Diumenge 15 Juliol 2007

Senza parole… bel punto di vista. Poi concordo… un italiano da elogiare, molto meglio di molti molti molti italiani :)

Una cosa sola: parlando del cibo ti sei dimenticata la parte più importante!!!! Gli arrosticini AHAHAHAHAH

5. Bris - Diumenge 15 Juliol 2007

Hahahahaha! Li ‘rrushtell!!! Ma non li dimenticherò mai! Come ti dissi per Messenger: “Nessun arrosticino può essere paragonato a quelli di Casabianca”. E poi scusa eh (o scusate) se iniziavo a parlare di mangiare non finivo più! Ci vorrebbe un post a parte! ;)